Toninelli, con il dl Genova pedaggi autostradali più bassi in base all’efficienza del servizio

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Con il decreto Genova poste le basi per una nuova definizione dei pedaggi autostradaliun sistema tariffario  unico il cui indice di produttività verrà aggiornato ogni 5 anni. I concessionari che non effettuano investimenti o tardano a farlo, avranno una penalità che andrà a ridurre direttamente i pedaggi.

ROMA –Con l’approvazione del decreto Genova in via definitiva, oggi, non è stato solo approvato il più imponente intervento a sostegno di una città ferita e spezzata dal crollo del ponte Morandi. Con la norma che ridisegna le competenze dell’Art (Autorità di regolazione dei trasporti n.d.r.) si sono poste le basi per una vera e propria rivoluzione nella definizione dei pedaggi autostradali, che per la prima volta non verranno più stabiliti per coprire i costi operativi dei concessionari e il prezzo di investimenti solo previsti, bensì terranno conto degli investimenti effettivamente realizzati e dei ricavi derivanti dalla capacità produttiva del concessionario”. Lo dice in una nota il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.

Spiega il ministro – “per le 25 concessioni autostradali in essere esistono ben 6 regimi tariffari differenti in cui i pedaggi, nella maggior parte dei casi, vengono stabiliti in base a investimenti previsti e costi operativi e con il semplice criterio del ripianamento delle spese dei concessionari, senza alcun obiettivo di incrementare l’efficienza del servizio e la produttività. Con il decreto Genova, invece, il sistema cambia radicalmente. Viene infatti introdotto un sistema tariffario unico, stabilito dall’Art, basato sulla metodologia del price cap, il cui indicatore di produttività verrà aggiornato ogni cinque anni e in cui ci saranno dei meccanismi automatici di contenimento degli extraricavi. Si prevede anche, per quei concessionari che non effettuano investimenti o tardano a farlo, una penalità che andrà a ridurre direttamente i pedaggi”.
Cosa vuol dire tutto questo? Che con il nuovo sistema si avranno, in generale, pedaggi più bassi e più oggettivamente conformi all’efficienza del servizio – sottolinea Toninelli – “è finita la stagione dei concessionari ‘prenditori’, ovvero di quelli il cui unico obiettivo era arricchirsi sfruttando il bene pubblico e fare profitti senza reinvestirli per la pubblica utilità, potendo per altro contare su una remunerazione del capitale a tassi fuori mercato.”

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